Appello Finale
APPELLO FINALE
Siamo in chiusura del primo inning di una partita che durerà cinque anni.
Basta parlare di programmi. Il nostro è stato ampiamente diffuso.
Vogliamo, ora, parlare di etica, giustizia, legalità e partecipazione, non indicare gli strumenti per la realizzare il programma ma evocare un sentimento, un valore, un modo di pensare e di comportarsi.
L’etica guiderà il nostro impegno che si fonda nella Carta Costituzionale, nella Dichiarazione dei Diritti Fondamentali dell’ONU e, per chi è credente nella propria religione.
La giustizia senza di lei non vi è progresso per tutti. La giustizia che è volontà del popolo che si traduce in un diritto e un dovere di riconoscere a ciascuno ciò che gli è dovuto.
La legalità rispetto della legge che va però anche interpretata quando non è adeguata.
La partecipazione, quella stessa praticata dagli antichi greci nella polis presso l’Agorà e o nelle “concilia plebis” dell’antica Roma. Serve riscoprirla.
Don Milani usava un termine inglese “I care”, mi interessa, ho a cuore in contrapposizione al “me ne frego” fascista. Ecco ha noi ci importa la presa di coscienza civile e sociale di tutti.
L’appello finale lo rivolgiamo a chi non chiede privilegi o spazi di potere.
Quello che avviene nella vita amministrativa è il riflesso di ciò che accade nella nostra vita.
Le risorse del pianeta si stanno riducendo, occorre quindi ripensare i nostri stili di vita e le cose da fare.
Dobbiamo abbandonare il consumismo sfrenato, poiché i beni della terra non sono infiniti e lasciare spazio alla condivisione.
Altre nazioni Cina, India e Brasile assorbono sempre più risorse, è quindi necessario un governo mondiale che amministri alcuni beni, i più preziosi: l’acqua sempre più scarsa, il cibo e i farmaci.
Non possiamo risolvere le difficoltà con le guerre, anche solo commerciali.
Una cosa è certa, affronterà meglio il futuro chi per primo s’impegna a rivedere gli standard di vita, a garantire per tutti le cose fondamentali: lavoro, istruzione e salute.
L’Europa è chiamata a superare la preminenza della finanza e promuovere l’occupazione e il benessere.
Solo se prevale il Bene Comune e non l’egoismo dei singoli si può trovare una via per uscire dalla crisi.
Per far questo avremo grande rispetto per quello che è stato e grande rispetto per quello che sarà.
Non vogliamo imporci ma proporci.
La nostra vittoria è affidata alla capacità di coinvolgere i dubbiosi.
Trasmettiamo loro il nostro entusiasmo, facciamo capire che è necessaria la partecipazione di ognuno e il loro voto libero, indipendente, non condizionato da promesse e ricatti.
Da bambini tutti abbiamo giocato a “cecalatte”, a nascondino.
Ebbene c’è toccato nasconderci ora è arrivato il momento del TANA LIBERA TUTTI.
Domenica 26 e lunedì 27 maggio 2013 SCEGLI BASSIANO BENE COMUNE.
Appello finale [psf]