ACQUA PUBBLICA – La volontà popolare tradita.
ACQUA PUBBLICA – La volontà popolare tradita.
Sono passati due anni dal risultato elettorale del referendum sull’acqua pubblica e sulla remunerazione del capitale investito.
Non è bastata la volontà di 27 milioni di italiani per togliere l’acqua dalle mani della finanza, della speculazione portata avanti dagli affaristi amici della politica.
Quando in un comune o nel parlamento si cambia la maggioranza uscita dal risultato elettorale, subito si grida al non rispetto della volontà popolare. Ma quando non si tiene conto della volontà del popolo italiano noi dobbiamo gridare a gran voce che non viene rispettata la democrazia. A chi appartiene allora il potere, al popolo, alla politica o alla finanza. Leggendo la costituzione non vi è dubbio. L’articolo 1 della Costituzione Repubblicana recita: ” […] La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.”
Nei fatti però questo non avviene. Ora una domanda vogliamo rivolgerla a chi è il garante della costituzione: Signor Presidente della Repubblica chi tutela noi cittadini dalla politica?
L’art. 87 della Costituzione Repubblicana le attribuisce il potere di indire i referendum e, in caso di esito favorevole, di dichiarare l’abrogazione della legge a esso sottoposta.
Il risultato è stato promulgato ora chi deve far sì che l’acqua torni pubblica?
Il parlamento in cui siedono quegli stessi partiti che strillano in caso di ribaltoni?
Ci appelliamo a Lei Presidente Napolitano per veder riconosciuto un diritto.
Che l’acqua debba essere gestita dal pubblico lo dimostra la situazione di Acqualatina. La società denuncia come la riduzione dei consumi sia una delle cause della sua crisi finanziaria. Dovremmo quindi sprecare l’acqua per aumentare il fatturato in spregio alla tutela di un bene così prezioso e limitato in natura di cui milioni di persone non hanno accesso?
Nell’attesa di veder riconosciuto il risultato referendario ci impegniamo a portare avanti la lotta dal basso.
Vogliamo ripartire dal comune di Bassiano, un tempo capofila della protesta, iniziamo a riprenderci la sorgente Sant’Angelo che è di demanio civico.
Questo il nostro impegno per l’ACQUA BENE COMUNE.
IL 26 e 27 Maggio 2013
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BASSIANO BENE COMUNE