Bassiano Cultura
BASSIANO CULTURA
DICIAMOCI LA VERITÀ, TUTTA LA VERITÀ, NIENT’ALTRO CHE LA VERITÀ.
Ogni amministrazione ha il diritto di portare avanti il proprio programma amministrativo e il fatto che Guidi lo attui istituendo Bassiano Cultura è nel suo pieno diritto. Quello che non possiamo far passare inosservato sono alcune affermazioni riportate nel preambolo posto alla base della delibera e ampiamente riportate dalla stampa locale.
Si afferma che è, citiamo testualmente: “una scelta ponderata e innovativa quella con cui la nuova amministrazione di Bassiano in mancanza di dotazione organica e personale qualificato in misura sufficiente all’erogazione di alcuni servizi”, istituisce Bassiano Cultura affidando le strutture culturali al volontariato.
Qui la prima bugia. La Biblioteca comunale può contare oggi su quattro addetti, di cui due laureati. Uno di loro ha seguito corsi specialistici per assolvere il compito affidato. Questi operatori sono LSU – Lavoratori Socialmente Utili -che da oltre un decennio prestano il loro servizio nella Biblioteca e oggi sono stati inseriti, in accordo con la Regione Lazio, a tempo determinato e part-time con il costo a carico del fondo sociale europeo.
Analogamente si può dire del Museo delle Scritture “Aldo Manuzio” che ha in organico due operatori, anche loro LSU oggi a tempo determinato, che si sono formati sotto la guida del Prof. Tentori e del Prof. Padiglione e hanno frequentato corsi regionali attestanti la qualifica di operatori museali.
Arriviamo alla seconda bugia. Si scrive che le strutture sono aperte per “poche ore al giorno nell’arco della settimana”. Falso. La biblioteca comunale è aperta giornalmente dal lunedì al venerdì.
Il museo segue dalla nascita, avvenuta 15 anni fa, un’apertura dal martedì al sabato di 6 ore tra mattina e pomeriggio e 3 ore nel pomeriggio della domenica, quindi 33 ore di servizio settimanale, oltre a garantire visite e guide a gruppi organizzati al di fuori degli orari.
I dati d’afflusso, registrati dopo il nuovo allestimento inaugurato nel 2009, parlano di oltre 10.000 visitatori, di ricercatori, di studenti universitari provenienti dal Lazio, dalla Toscana e dall’Umbria che chiedono di fare stage, di studiare il museo, di una collaborazione con il CNR – Consiglio Nazionale delle Ricerche, per la realizzazione di un progetto sulla lingua dei segni il LIS, di un laboratorio didattico apprezzato dai studenti e dagli insegnanti di scuole di ogni ordine e grado.
Nelle sue stanze si è tenuto, seguito da insegnanti, studenti e ragazzi un corso biennale per l’apprendimento del LIS. Nel museo si svolgono tenute periodicamente dal Prof. Vincenzo Padiglione, lezioni del corso d’antropologia culturale cui partecipano studenti dell’Università della Sapienza di Roma.
Se tutto questo vi sembra poco, allora ben vengano i volontari di Bassiano Cultura.
Ma permetteteci una domanda: cosa ne facciamo dei LSU? Li rendiamo dei disoccupati?
Bassiano, 30 giugno 2013